La crisi energetica: una svolta per l'umanita
Rudo de Ruijter
Ricercatore indipendente
Paesi Bassi
Per oltre 150 anni la disponibilità di energia è costantemente
aumentata e la popolazione mondiale ha conosciuto una vera e
propria esplosione demografica. Adesso stiamo entrando in
un'era di crescente scarsità energetica e di riduzione del
numero di abitanti. Se vogliamo continuare a prosperare, la
nuova era esige nuovi principi economici, tra cui una
riforma del sistema bancario che i membri del Parlamento
possono imporre se ne hanno la volontà.
I prezzi del petrolio aumentano a un ritmo esplosivo. E questa volta non
per un'azione dell'OPEC, il pericolo di una guerra, o un
inverno troppo freddo. Abbiamo raggiunto un punto di svolta
nella fornitura petrolifera: la domanda continua a
crescere e lo sfruttamento dei giacimenti ha raggiunto il
suo massimo. I paesi esportatori usano sempre di più il
petrolio per i loro bisogni, e la quantità destinata
all'esportazione si riduce.
Chi fa affidamento sulle fonti alternative di energia sta prendendo un
abbaglio: gas, carbone, idroelettrico, eolico e solare non
possono sostituire completamente la penuria di petrolio. Il
mondo dovrà usare meno energia.
La disponibilità attuale è data da un mix di petrolio (36%),
gas (24%), carbone (28%), nucleare (6%), idroelettrico (6%)
e fonti rinnovabili come l'eolico e il solare (1%).
Il ricercatore canadese Paul Chefurka ha effettuato
un'analisi e una previsione di ciascuna fonte di energia,
sintetizzate nei grafici a sinistra e sotto (per ulteriori
dettagli e spiegazioni consultare il suo articolo "Energia
mondiale e popolazione" [1] all'indirizzo.
http://www.courtfool.info/en_World_Energy_and_Population.htm)
La maggior parte dei giacimenti mondiali sono "vuoti" o in via di
esaurimento (picco petrolifero). Trivellare quelli più
piccoli richiede investimenti molto più consistenti, e la
velocità di estrazione è comunque inferiore. Questa
contrazione delle capacità può essere compensata solo in
parte dalle altre fonti energetiche.
Il picco dell'estrazione di petrolio è previsto per
l'immediato futuro. I giacimenti di carbone più ricco dal
punto di vista del rendimento energetico (antracite) si
stanno in buona parte esaurendo, e quelli che restano
offrono un minerale più povero con costi di estrazione più
elevati; il carbone rilascia inoltre grandi quantità di CO2,
e le soluzioni proposte sono ancora in fase sperimentale. La
capacità delle centrali nucleari in attività o previste è di
gran lunga troppo limitata per far fronte alla minore
disponibilità di energia, e non ci si può aspettare una
rapida produzione di sostituzione. Le energie rinnovabili
(come l'eolico o il solare) hanno un peso trascurabile nel
consumo totale; nonostante gli sviluppi sperati, la loro
quota resterà insignificante ancora per lungo tempo. [1]
Popolazione mondiale
La crescita esplosiva della popolazione mondiale è stata resa possibile
dal consumo di energia fossile non rinnovabile. Adesso le
estrazioni hanno raggiunto il tetto, e quel che resta
richiede maggiori costi e sforzi in cambio di minori
quantità.
Il ridursi della disponibilità energetica avrà come logica
conseguenza un crollo della popolazione mondiale.
Sensibili differenze tra i vari paesi
Ogni anno l'umanità consuma in media 1,8 toe (Tons of Oil
Equivalence, tonnellate equivalenti di petrolio) a testa, ma
la distribuzione a livello mondiale varia sensibilmente: i
2,8 miliardi di persone che popolano Cina, India, Pakistan e
Bangladesh consumano solo 0,8 toe a testa in confronto agli
8 toe dei cittadini statunitensi.
Se esaminiamo la dipendenza dalle importazioni di energia,
noteremo che i paesi dell'Europa occidentale, del Giappone e
degli USA importano annualmente oltre 2 toe per persona
(dati 2005).


In caso di tagli sui mercati dell'esportazione di energia, questi paesi
sono i primi ad avere problemi. Gli USA hanno un vantaggio:
la maggior parte dell'energia è trattata in dollari e dal
punto di vista finanziario possono disporne liberamente
(grazie all'inflazione e alla crescita del debito estero).
[3]
Il ruolo degli altri paesi che importano energia è doppio:
se da un lato la loro domanda di dollari aiuta a mantenere
in piedi il valore della valuta (e allo stesso tempo
l'impero americano), dall'altro sono in maggioranza anche
alleati militari degli USA, che profittano largamente
dell'invasione dell'Iraq e dell'Afghanistan. [4]
Usi del petrolio
L'attuale crisi petrolifera mette in triste evidenza il
fatto che le differenti forme di energia non possono essere
facilmente intercambiate. Il petrolio viene trasformato in
diesel (70%), benzina (13%), bitume, lubrificanti, kerosene,
butano, gas liquido, nafta, benzene e toluene.
Nafta, benzene e toluene sono i materiali di base per i
derivati chimici, le plastiche, le fibre sintetiche e le
gomme.
I derivati chimici s'impiegano, tra l'altro, in prodotti di
pulizia, medicinali, anticongelanti, pitture, insetticidi,
fertilizzanti, saponi ed esplosivi: le materie plastiche in
borse, canestri per birre, valigie, pattumiere, cruscotti,
tubi, grondaie, rivestimenti per pavimenti e polistirene; le
fibre sintetiche in tessili, siliconi e pneumatici. [5]
Sono tutti prodotti di uso quotidiano, che in buona parte
non possono essere facilmente rimpiazzati.
Trasporto e coesione
Dappertutto la massiccia disponibilità di diesel e benzina
ha plasmato l'organizzazione e la coesione delle società. Le
distanze da coprire, fino ad oggi considerate normali,
diventeranno costosissime, in particolare nei settori
dell'approvvigionamento alimentare, dei trasporti, del
commercio, e dell'industria. E anche nei rapporti sociali le
brevi distanze diventeranno sempre più importanti.
Alimenti e energia
La moderna produzione alimentare consuma una enorme quantità
d'energia. Negli USA, la produzione di 1 unità di energia
alimentare richiede 1,56 unità di energia di fonte fossile.
Se consideriamo anche trasporto, trattamento, imballaggio,
distribuzione, conservazione e uso, l'unità di energia
alimentare richiede non meno di 7,36 unità di energia di
fonte fossile [6]. Nel 2008, la più grande minaccia per
l'agricoltura intensiva è rappresentata dal prezzo dei
fertilizzanti, che a causa della crisi petrolifera è più che
raddoppiato [7]. Per una buona parte della popolazione
mondiale, i prodotti agricoli stanno diventando troppo cari.
Gli alimenti tradizionali prodotti dagli agricoltori della
zona in cui si vive permettono le maggiori economie di
energia.
Continuare vuol dire combattere
Con la popolazione agli attuali livelli, è praticamente
certo che nei prossimi 75 anni non vi sarà abbastanza cibo
ed energia. Se non si riduce drasticamente la popolazione e
non si elimina la lotta per la crescita economica, un numero
sempre maggiore dei nostri ragazzi dovrà andare a combattere
per ottenerli (e naturalmente queste guerre verranno fatte
passare per operazioni di pacificazione, aiuto allo
sviluppo, democratizzazione, o per qualsiasi altra cosa si
inventino i capi dei paesi industrializzati nel tentativo di
evitare ai loro paesi morte e distruzione).
Modello di sviluppo
La crescente disponibilità di energia non solo ha permesso
una crescita esplosiva della popolazione, ma ha anche
portato allo sviluppo di modelli economici che si basano sul
principio di uno sviluppo economico senza fine e di una
sempre maggiore disponibilità di materie prime, energia,
forza lavoro e consumatori.
In buona parte dei paesi, l'economia e il modo di pensare
dei politici sono stati condizionati da tali modelli, il cui
motore è il sistema monetario che, grazie all'inflazione
permanente, obbliga a un'attività ogni giorno più frenetica
per evitare l'impoverimento. [2]
Anche se sui mercati esportatori già si avverte una minore
disponibilità di energia, non siamo ancora stati capaci di
trovare soluzioni per la nostra economia, eccetto la guerra.
Per il momento mancano consapevolezza e conoscenza.
Modello alleggerito
Nel corso della nostra esistenza non abbiamo conosciuto
altro che la crescita continua in tutto il mondo. Ecco
perché non riusciamo a renderci conto che si tratta solo di
un modello economico, valido solo in una situazione di
aumento ininterrotto di energia, materiali di base, forza
lavoro e consumatori.
Quando l'economia deve funzionare in un contesto di
disponibilità energetica in diminuzione, abbiamo bisogno di
un diverso modello economico.
Nel modello alleggerito siamo in presenza di una produzione
e di un consumo in contrazione, a causa della minore
disponibilità di energia. Quando disponiamo di meno energia
di quella necessaria per un gran volume produttivo,
dobbiamo, ovviamente, sforzarci di ridurre la popolazione.
Se riusciamo ad avviare questa tendenza abbastanza
rapidamente, la prosperità pro-capite può essere mantenuta a
un livello elevato (se la popolazione è eccessiva si
susseguiranno guerre e crisi economiche).
Riforma bancaria
Nel sistema attuale, le banche creano nuova valuta ogni
volta che elargiscono un finanziamento. Per il sistema
bancario preso nel suo insieme non esiste un limite univoco
alla sfrenata creazione monetaria, che, nel migliore dei
casi, può solo essere accelerata o rallentata manovrando i
tassi d'interesse della banca centrale. Ma le stesse banche
centrali traggono vantaggio dall'inflazione e dalla
variazione dei tassi d'interesse, che forniscono loro nuove
entrate grazie alle operazioni monetarie che ne garantiscono
l'indipendenza. [2]
Il sistema d'inflazione permanente dovrà essere sostituito.
La creazione di valuta dovrà essere consentita solo alle
banche centrali, e le banche centrali dovranno diventare
strutture intermedie per gestire i finanziamenti ai clienti,
che non soffriranno invece alcun cambiamento: i loro conti
bancari continueranno a funzionare nella stessa maniera.

Eliminando il permesso concesso alle banche di creare valuta, e
limitando questa possibilità esclusivamente alle banche
centrali, queste ultime potranno immediatamente bloccare
l'inflazione.
Successivamente le banche centrali controlleranno
accuratamente la quantità di circolante, in modo da
prevenire ogni svalutazione dell'unità monetaria.
In coordinamento con le autorità, potrebbero essere
applicati tassi d'interesse diversi per le diverse classi di
finanziamento: gl'investimenti a lungo termine per una
società sostenibile, ad esempio, potrebbero essere
finanziati in via prioritaria e per gl'investimenti non
auspicabili potrebbe essere invece adottata una politica
dissuasiva. Ecco come un "modello alleggerito" può
salvaguardare la prosperità anche in presenza di una
riduzione della popolazione.
Si noti che la riforma bancaria sopra delineata garantisce
una migliore struttura per una prosperità sostenibile anche
in quei paesi in cui la disponibilità di energia continua
ancora ad aumentare. Differenziando i tassi d'interesse sarà
possibile finanziare gl'investimenti a lungo termine per una
società sostenibile e al tempo stesso stimolare o
scoraggiare per settore gli altri investimenti. La creazione
eccessiva di valuta potrà essere bloccata immediatamente ed
evitata in futuro.
Non è necessario applicare in uno stesso momento la riforma
in tutti o nella maggioranza dei paesi. In molti paesi le
banche centrali hanno probabilmente sufficiente potere
legislativo da poterle implementare indipendentemente,
mentre in altri le leggi dovranno essere modificate.
Membri del Parlamento
Nel corso dell'ultimo secolo, alcune banche centrali si sono
costruite una dubbia reputazione come regolatrici
dell’economia, e altre sono ancora tormentate dalle idee
neoconservatrici di Friedman. Ecco perché non è garantito
che tutte le banche centrali siano favorevoli a una riforma
di questo tipo.
Nella maggior parte dei paesi il loro potere si fonda su
pochissimi articoli di legge, che ne definiscono l'autorità.
Se ne hanno la volontà, i governi possono cancellare queste
leggi e mettere nelle proprie mani la creazione di valuta
(gli oppositori potranno obiettare che i governi ne
creerebbero a man bassa, ma io ritengo che la crisi
finanziaria abbia dimostrato in modo inequivocabile che sono
le banche quelle che profittano della situazione).
Luglio 2008
NOTE:
[1]
Paul Chefurka, World Energy and Population e
http://www.paulchefurka.ca/WEAP/WEAP.htmlhttp://www.paulchefurka.ca/WEAP/WEAP.html
[2]
Segreti di denaro, interesse e inflazione
[3]
Costi, misfatti e pericoli del dollaro
[4]
Pipeline verso l'11 settembre
[5] Oil-products
http://proto4.thinkquest.nl/~lld581/index.php?id=14
[6]
Fact sheets US Food System
[7]
New threat to food system: pricey fertilizer
tradotto da
Carlo Pappalardo
http://bastianini.info

The author can be
contacted via
www.courtfool.info.
If you wish, you may
copy this article and forward it or publish it
in newspapers and on websites.